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Arrivano le AMP Stories: il nuovo Content Marketing sulla serp di Google
26
Febbraio

Arrivano le AMP Stories: il nuovo Content Marketing sulla serp di Google

Sono passati due anni dal lancio della tecnologia AMP di Google, una rivoluzione pensata per il “mobile first”, da tempo pallino fisso della compagnia di Mountain View.

Così come sono passati due anni dalla rivoluzione Instagram Stories, un’idea presa di peso da un gigante decaduto - Snapchat - e elevata alla massima potenza. Una coincidenza che oggi ha dato vita all’unione dei due: le storie di Instagram insieme alla tecnologia AMP e Google: il risultato sono le AMP Stories.

Cosa sono le AMP Stories di Google

Le AMP Stories riprendono proprio i “racconti” che ormai spopolano sui social media/app di messaggistica nel loro stile e funzioni, riservate però ai siti web per mettere in mostra i propri contenuti con uno stile visivo d’impatto e di facile fruizione.

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Le storie “made in Google” comporranno la già ricca serp del famoso motore di ricerca, permettendo agli utenti di interagire con una sequenza di slide principalmente grafiche e con una componente testuale che è sì presente in quantità sufficiente da informare l’utente, ma senza che ne diventi la componente protagonista.

Il funzionamento delle storie made in Google

Immediatezza è la parola cardine principale. AMP Stories è pensato per gli utenti da mobile, per una fruizione veloce prima di iniziare la giornata lavorativa, in treno o durante la pausa pranzo. Una narrazione visiva capace di informare o di raccontare una vera e propria storia da “sfogliare” pagina dopo pagina.

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La fruizione è simile a quella che già conosciamo e che ci hanno abituato Instagram e Facebook: al posto dello swipe un tap sul lato destra dello schermo ci consente di passare alla pagina successiva, un tap sulla parte sinistra ci permette invece di tornare indietro.

Le “visual stories” - così come le troviamo nominate nel browser - si posizionano nella parte alta della serp, al di sopra delle top stories, del box dedicato a Wikipedia e dei tweet ufficiali, garantendo a queste un’alta visibilità.

Attualmente le AMP Stories sono in fase beta e non compaiono nella versione italiana di Google, è possibile vederle in opera solo tramite mobile e attraverso una sua pagina dedicata. Seppur lanciate dal 13 febbraio, le visual stories sono ora accessibili solo a pochi editori come CNN, Wired e Mashable i quali hanno già creato un loro primo racconto sfruttando appieno le opportunità offerte dallo strumento.

Le AMP Stories come nuovo strumento di Content Marketing

Nell’immaginario di Google, le AMP Stories nascono con lo scopo di arricchire la serp e proseguire sulla strada dei contenuti mobile first, pensati prima per il mobile e, a seguire, per i desktop. Non si parla più quindi di mobile friendly (prima arriva il desktop e poi lo adattiamo agli schermi più piccoli), ma veri e propri contenuti che nascono per essere fruiti dagli smartphone in ogni condizione.

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Queste pagine AMP potrebbero rappresentare il nuovo strumento di content marketing - così come lo è stato snapchat e ora Instagram - per i brand di sfruttare lo spazio in serp per mettere in evidenza i propri messaggi mandando in “pensione”, chissà, gli storici annunci testuali.